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Coca cosa?

coca cosa? copertina

Fin da piccola ho girato alle larghe dalla Coca Cola. Abituata in famiglia a bere solamente acqua naturale, succhi di frutta e té alla pesca, non ho mai potuto sopportare il gusto di qualunque bevanda frizzante.
Ora, al mio disgusto personale per il sapore della Coca Cola, si aggiunge il disgusto per la politica che l’azienda di Atlanta conduce in diversi Paesi del terzo mondo - in particolare in Colombia.
Ecco un breve elenco dei crimini di cui questa multinazionale si è macchiata:
- violazione dei diritti umani per essere la mandante di molteplici assassini, oltre che di innumerevoli sequestri, trasferimenti forzati, false denunce e intimidazioni nei confronti dei lavoratori al fine di annientare i sindacati;
- discriminazioni razziali nelle assunzioni e nelle promozioni;
- violazioni in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro;
- rilascio di sostanze inquinanti che finiscono nelle falde acquifere.
Tutto ciò contribuisce a perseguire nella mia scelta di non acquistare prodotti con marchio Coca Cola, nella speranza che sempre più persone si uniscano al boicottaggio internazionale in corso ormai da diversi anni.

Coca cosa?
Conoscerla per evitarla

Editore: Nuovi Equilibri
2005
1 euro

Io lo so fare

io lo so fare - la copertina

Io lo so fare - dal dentifricio all’energia, piccola guida all’autoproduzione
di Marinella Correggia
Terre di mezzo editore
2 euro

Autoprodurre: imperativo della nostra epoca

Questa è l’ultimissima fatica letteraria (aprile 2008!) della brava Marinella Correggia, acquistata alla fiera “Fa’ la cosa giusta!” a Milano.
Un’utilissima mini guida per rivoluzionare sotto diversi aspetti la nostra vita, diventando sempre meno consumatori inconsapevoli in balia della pubblicità e sempre più produttori/consumatori attenti e responsabili.
Ero già a conoscenza della maggior parte dei suggerimenti dati, come quelli per coltivare ortaggi ed erbe aromatiche sul balcone - trovate indicazioni più dettagliate su “Il balcone dell’indipendenza” - o per curare la propria persona e la casa in modo naturale ed ecologico - grazie a quella miniera di informazioni che è il sito Saicosatispalmi.
Altri consigli invece non li sto ancora attuando, perchè più complicati e leggermente più dispendiosi (come la costruzione di un forno solare oppure la realizzazione di borse da scampoli di tessuti o vestiti da buttare - purtroppo non sono brava con l’ago e il filo).

Però piano piano voglio cercare di mettere in pratica tutti gli spunti presenti su questo libricino, per staccare sempre più il cordone ombelicale che mi lega a questa nostra società che ci ha abituati ad avere tutto e subito.

copertina libro

Ecco l’ultimo libr(icin)o che ho letto: essenzialmente una mini guida all’autoproduzione sul balcone.

Marinella Correggia non delude mai.
Sintetico ma esaustivo questo libercolo che offre numerose dritte per sfruttare al massimo il balcone di casa, luogo spesso dimenticato e inutilizzato nelle nostre case o che, nei migliori dei casi, ospita gerani o altri fiori.
Perché invece non massimizzare anche questo luogo, magari per coltivare in vasi ortaggi e mini alberi da frutto, per essiccare frutti, verdure e il pane, per cuocere con il forno solare, per compostare gli scarti organici riducendo la mole di rifiuti prodotti e, infine, per fornire cibo e acqua agli uccelli in libertà?
Tutto ciò vi verrà spiegato abilmente in una quarantina di pagine, con tanto di istruzioni e disegni per costruire da soli un forno solare o una mangiatoia per uccelli.

Il balcone dell’indipendenza
di Marinella Correggia
Stampa Alternativa
2006
1 euro

copertina

Ultimissimo libro letto: “Dalla parte delle bambine - L’influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita” di Elena Gianini Belotti. Un testo che tutti dovrebbero leggere, uomini inclusi.

Quello che gli pende, lo difende

PREMESSA
Già nell’Ottocento John Stuart Mill si era cimentato nella stesura di un testo che sosteneva come i caratteri ritenuti specifici della donna fossero un “prodotto di un preciso contesto storico, culturale e sociale“, e non qualcosa di naturale, di intrinseco alla femmina.
Questo condizionamento inizia fin dalla più tenera età, anzi quando siamo ancora nel pancione, e continua per tutto l’arco della nostra vita perché “la cultura [...] si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori che le preme conservare e trasmettere“.
La Belotti, dunque, ci presenta in questo libro tutti queste pressioni esterne che soprattutto le donne sono costrette a subire per spronarle a rendersi conto della propria condizione ed a ribellarsi di conseguenza.

CAPITOLO 1 - L’attesa del figlio
Da un lato la supremazia del maschio, dall’altra l’inferiorità della femmina: ecco due grandi preconcetti della nostra cultura che, nel passato ed ancora oggi, fanno sentire la loro forza e influenzano il comportamento degli adulti già quando il nascituro è nella pancia e nei suoi primi mesi di vita.
Qualche esempio? Quando si vuole indovinare il sesso del proprio figlio, gli indizi positivi sono associati al sesso maschile, mentre quelli negativi al sesso femminile.
Le madri (e i padri) sono solitamente più accondiscendenti nei confronti del figlio maschio: se è vivace, iperattivo, irruento lo si perdona perché “è così che un maschio deve comportarsi”; al contrario se una bambina si mostra vitale ed energica, la si rimprovera perché come tutti gli individui di sesso femminile deve essere posata, gentile, tranquilla.
Sembra proprio che tutti gli individui, dal momento del loro concepimento, abbiano un “destino preconfezionato” che “un sistema condizionatore adeguato” si impegna a garantire. Ragion per cui le bambine fin da piccine devono imparare a sacrificarsi per gli altri perchè una volta cresciute ci si aspetta, da loro, che facciano compagnia in casa, che si occupino della casa, dei lavori domestici, della cura e della crescita dei figli.

CAPITOLO 2 - La prima infanzia
Dal primo anno di vita fino ai 3 anni i bambini (intendo con questo maschi e femmine indifferentemente) tendono ad imitare e ad identificarsi con le persone con cui sono più in contatto: i loro genitori.
Ovviamente la bambina si identifica con la madre e pensate un po’ che modello si trova di fronte: nella maggior parte dei casi è una casalinga, spesso senza un lavoro fuori casa (perché è lei che deve ovviamente occuparsi della cura della casa e della crescita dei figli), dedita a servire il marito. Il suo mondo è la casa a cui si dedica attraverso “una serie di faccende domestiche miserabili, che si ripetono in continuazione, che vengono vanificate da lì a poco per ricominciare da capo, sempre uguali, in una feroce ristrettezza di immaginazione, opache, fruste, malinconiche, solitarie“.

CAPITOLO 3 - Gioco, giocattoli e letteratura infantile
La Belotti ci spiega chiaramente come anche i giochi, i giocattoli e la letteratura infantile siano un prodotto culturale, frutto di una visione maschilista del mondo.
Provate a rifletterci un attimo: i giocattoli che si trovano sul mercato sono espressamente pensati per i maschi o per le femmine, tenendo bene in mente i diversi ruoli che questi sono destinati a ricoprire da grandi. Per cui le bambine potranno disporre di pentolini e cucinini in miniatura, ferri da stiro, bambole da cullare e da curare, Barbie a cui cambiare continuamente i vestiti, le scarpe o la borsetta.
È veramente triste pensare come fin da piccole, noi donne siamo bombardate da messaggi che ci dicono (direttamente o meno) cosa dovremo essere nel futuro: mogli e madri, addette ai servizi domestici, costrette a sfogare la nostra insoddisfazione nel pettegolezzo, negli acquisti compulsivi di abiti ed accessori per essere sempre carine e graziose. Proprio come il sistema si aspetta da noi. E l’unica cosa che ci viene chiesta è questa: conformarci.

CAPITOLO 4 - Le istituzioni scolastiche: la scuola infantile, elementare e media
Uno sguardo sulle insegnanti (scrivo sulle perché a tutt’oggi è difficile imbattersi in insegnanti di sesso maschile nelle scuole dell’infanzia) delle scuole, che sono le seconde figure di riferimento dei bambini dopo i genitori.
Come fa notare l’autrice, nella scuola materna i bambini e le bambine ritrovano la situazione sociale e la divisione dei ruoli maschile e femminile che hanno già conosciuto in ambito familiare, in quanto “dove ci si occupa di loro gli uomini sono del tutto assenti. E come il lavoro della madre, così quello delle insegnanti non viene percepito come un lavoro vero e proprio“.

E come vengono trattate le bambine? Ancora una volta si fa in modo che siano servizievoli nei confronti degli altri e soprattutto dei maschi più indisciplinati. L’imperativo è piacere, cosa che dovranno tenere bene a mente in futuro per accalappiare un uomo a cui dedicheranno molte energie e molto tempo e, senza il quale, pare proprio che una donna non possa sentirsi realizzata.

fa' la cosa giusta

Con un poco di ritardo, vi riporto l’articolo che ho scritto per il quotidiano “La Voce d’Italia” riguardo alla fiera “Fa’ la cosa giusta!” che si sta tenendo in questo week-end a Milano.

Dall’11 al 13 aprile arriva la quinta edizione della fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili
Fa’ la cosa giusta! 2008
Quest’anno grande attenzione per uno stile abitativo sostenibile

Milano, 11 apr. - Dopo l’ultimo appuntamento regionale svoltosi a novembre 2007 a Torino, “Fa’ la cosa giusta!” ritorna nuovamente a Milano con la grande fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si svolgerà da oggi, venerdì 11 aprile, fino a domenica 13 aprile.

La sezione speciale di quest’anno è intitolata “dire, fare… ABITARE” su cui si concentreranno la sezione espositiva e il progetto culturale, allo scopo di indurre la gente a riflettere ed a discutere su delle proposte innovative volte a rendere sostenibile economicamente, socialmente ed ambientalmente anche il nostro abitare.
Il percorso espositivo sarà strutturato in tre piazze, rispettivamente la casa, la città e la comunità.
Nella prima piazza “ABITARE LA CASA” si troveranno mobili e accessori eco­compatibili ed equo­solidali, materiali naturali, design per la sostenibilità e l’accessibilità, studi di progettazione sostenibile, auto­costruzione, bio­edilizia e bio­architettura, risparmio energetico, agevolazioni fiscali e finanziamenti etici.
Nella seconda, “ABITARE LA COMUNITÀ“, si avrà la possibilità di conoscere esperienze esemplari di convivenza: housing sociale e co­housing, condomini solidali, politiche abitative, edilizia cooperativa, amministrazione partecipata.
Infine la terza, “ABITARE LA CITTÀ“, sarà dedicata alla progettazione e alla gestione del territorio nel rispetto dell’interesse collettivo: trasformazione e riqualificazione urbanistica, verde pubblico, mobilità sostenibile e altri servizi per cittadini responsabili.

Ovviamente “Fa’ la cosa giusta!” non è solo questo: durante i tre giorni di manifestazione il pubblico potrà aggirarsi tra gli stand di agricoltori di prodotti biologici, di agenzie di viaggi di turismo responsabile, di associazioni di volontariato, di promotori di mobilità sostenibile, di designer e di architetti attenti alla sostenibilità ambientale. In questo modo si potranno scoprire ed approfondire le numerose sfaccettature legate al consumo critico che suscitano l’interesse di numero di persone sempre più grande, come testimoniano i trentamila visitatori della scorsa edizione.

Tra le novità da segnalare è l’introduzione di una nuova area tematica tra le quindici in cui sono suddivisi gli oltre cinquecento espositori: si tratta dell’agricoltura biologica e a km zero che caldeggia l’acquisto di prodotti enogastronomici direttamente dai produttori locali e che non hanno percorso centinaia di chilometri per essere spostati dal luogo di produzione a quello di consumo, riducendo sensibilmente le emissioni di co2 nell’atmosfera.

A completare l’evento non possono mancare i convegni e gli incontri, incentrati soprattutto sull’abitare in modo sostenibile; i caffè letterari dove i lettori potranno scoprire alcune novità letterarie e parlare direttamente con gli scrittori; i laboratori di auto-produzione come quello tenuto da Marinella Correggia (autrice di “La rivoluzione dei dettagli” e “Diventare come balsami“) per imparare a farsi in casa alimentari e detergenti; i concerti, tra cui segnaliamo quello degli Almamegretta che si esibiranno sabato sera.

Fa’ la cosa giusta!
Fieramilanocity - Padiglioni 7/8, Porta Eginardo, Viale Eginardo (Milano)
Orari:
Venerdì 10.00 - 21.00
Sabato 10.00 - 23.00
Domenica 10.00 - 18.00
Ingresso: in fiera si entra con una copia del catalogo (4 euro) oppure con una copia del libro “Cambio casa cambio vita” (10 euro) che si potranno comprare alle casse all’ingresso.
Info: http://falacosagiusta.org/milano/home.php
Tel: 339/3032397

di Eleonora Festari

Ovviamente io ci andrò (domani per l’esattezza) e il mio portafoglio già trema!!! ;)

 waves of bikes
(foto Flickr)

Vi segnalo questa iniziativa che si tiene nella mia zona: l’Associazione Slossel ha organizzato per domenica 20 aprile 2008 una biciclettata volta alla conoscenza dei vari utilizzi dell’acqua e dell’aspetto paesaggistico-culturale della campagna cremonese.
Il ritrovo è fissato alle ore 8.30 in piazza Garibaldi a Crema e le biciclette saranno trasportate con un camion alla località di partenza (Cumignano sul Naviglio) e viceversa.
La partenza è alle ore 9.30 da Cumignano sul Naviglio, da dove ci si dirigerà verso Genivolta e Soncino per poi ritornare ancora a Cumignano sul Naviglio verso le ore 18.00. Il percorso ciclabile permetterà di vedere e visitare numerosi canali, mulini, una mini centrale elettrica, la valle dell’Oglio, la Rocca soncinese con il suo fossato di difesa e la chiesa di S. Maria delle Grazie con gli affreschi del Campi.
Con 10 euro si potrà pranzare in un agriturismo.

Per l’adesione dovete chiamare a questo numero (328/8678587) chiedendo di Adriana non oltre giovedì 10 aprile.
In caso di maltempo l’iniziativa sarà rimandata alla domenica successiva.

copertina dottor niù

Si tratta di una raccolta di articoli su svariate tematiche attuali, scritti in modo satirico, divertente e pungente da Stefano Benni (io adoro questo scrittore!) per il quotidiano “La Repubblica” e suddivisi in stagioni.

INVERNO:

  • Il dottor Niù” è il personaggio del racconto che dà il nome al libro. Egli impersona la tendenza moderna alla novità costante, la corsa frenetica e spesso insensata che spinge molta gente ad accaparrarsi i prodotti più moderni e tecnologici, gettando nel bidone della spazzattura il telefonino o il computer comprati magari due mesi prima. “Ma se tutto deve essere nuovo, obietto, come mai il presidente degli Stati Uniti sembra il nonno di suo padre? E come mai in Italia da vent’anni conserviamo in una salamoia di fard un miliardario pataccaro che propone sempre la stessa televendita?“.
  • Caro Agnelli ti scrivo“: che la pubblicità sia ingannevole è risaputo. Ma spesso oltrepassa i limiti, prendendo per il culo noi consumatori. Piccolo esempio: perché negli spot automobilistici si vedono solo automobili che scorrazzano lungo strade deserte, che si snodano attraverso paesaggi mozzafiato e i guidatori non incontrano mai code, incidenti o difficoltà nel trovare un parcheggio?
  • La favola della fine del mondo“: un padre racconta al proprio figliolo la storia degli uomini del 2000. Uomini strani che, sebbene vivessero in un’emergenza costante, se ne fregavano dei problemi reali e preferivano dare nuovi nomi a cose terribili per renderle meno spaventose o per giustificarle (”le guerre erano intelligenti, i mercanti d’armi si chiamavano esportatori di tecnologia bellica“).
  • I mostri della notte di Natale“: il mondo è in pericolo, ma questo non impedisce ai suoi abitanti di gettarsi a capofitto nei centri commerciali e nei negozi alla ricerca del regalo di Natale perfetto. Esilarante la descrizione dei donatori natalizi, in particolare quella del gastronomo. ;)
  • Natale a Monte Candido“: esiste ancora un luogo sulla Terra “incontaminato, non ferito dall’arroganza dei media e dell’affarismo” e dove poter vivere un Natale secondo i tradizionali e puri valori di un tempo?
  • Capodanno“: Benni individua diversi tipi di eroi del Capodanno; da spanciarsi dalle risate.
  • I calendari“: l’annoso dilemma che si presenta all’inizio di un anno nuovo e che mette in crisi l’italiano medio è: quale calendario Vip appenderò sui muri della mia camera per i prossimi 365 giorni?
  • Rainer Tim, esploratore“: diario di un viaggio da Milano a Bari. Quante peripezie ed inconvenienti deve affrontare Rainer Tim sulle strade e sulle autostrade italiane, sulla rete ferroviaria e sugli aeroplani Alitalia.

Questo è solo un piccolo assaggio; per le altre stagioni, cercate di reperire il libro.
Non ve ne pentirete.

combating global warming
(foto TreeHugger)

Grazie al sempre indispensabile TreeHugger, ho trovato questo bel disegno.
Magari non scoprirete nulla di nuovo se siete già particolarmente attenti a ridurre il vostro impatto sull’ambiente, ma si tratta comunque di un disegno molto carino che illustra molte delle cose che si possono fare per combattere i cambiamenti climatici nel nostro piccolo.
Ora vi trascrivo (in senso orario, partendo da travel) gli eco-consigli dell’immagine:

  • viaggi: sconsigliati gli spostamenti in aeroplano; mentre sono consigliati quelli a piedi, in bici, con i mezzi pubblici (autobus e treno), con una macchina ibrida o elettrica, con il car-sharing. Piccolo suggerimento: controllate i pneumatici della vostra auto ogni settimane e provvedete a gonfiarle.
  • passare all’energia verde e pulita.
  • casa: sostituire le vecchie lampadine con quelle fluorescenti compatte a risparmio energetico; scegliere elettrodomestici efficienti dal punto di vista energetico (classe A); spegnere completamente gli elettrodomestici, evitando lo stand-by; possibilmente far asciugare i vestiti all’aria aperta, evitando l’asciugatrice; installare pannelli fotovoltaici; affidarsi a un impianto solare di riscaldamento dell’acqua; isolare bene la nostra abitazione.
  • comprare cibo locale: cibi freschi, non congelati e possibilmente acquistare direttamente dai produttori.
  • usare di meno: quando si va a fare shopping, utilizzare borse di tela e rifiutare quelle di plastica; usare fogli di carta riciclata; cancellare le email spazzatura; non fare più di due figli (:D).
  • mangiare meno carne.
  • piantare alberi e comprare crediti di CO2;
  • diventare un “catalizzatore”: informarsi e imparare; il nostro voto conta; parlare con altre persone dei pericoli a cui si va incontro se non si contrasta il global warming; essere forti!
  • risparmiare energia e risparmiare così anche i soldi!

E voi, quali di queste azioni state già mettendo in pratica?
Quali invece siete intenzionati ad attuare?

NaturalMente 2008

naturalmente logo

Vi segnalo questa fiera piacentina, iniziata oggi e che durerà fino a domenica.
Io ci andrò con i miei genitori proprio domenica 9 marzo, per cui aspettatevi un mio piccolo reportage! Intanto ecco l’articolo scritto per “La Voce d’Italia“.

A Piacenza dal 7 al 9 marzo
NaturalMente 2008
Una mostra mercato incentrata sul benessere e sul buon vivere

Milano, 7 marzo - Alla fiera di Piacenza, da oggi venerdì 7 marzo fino a domenica 9 marzo, si terrà “NaturalMente“, la mostra mercato dei prodotti dell’agricoltura biologica e derivati, della salute naturale, del benessere e dei prodotti ecocompatibili.

Ormai arrivata alla dodicesima edizione, la manifestazione cerca, come sempre, di promuovere i prodotti dell’agricoltura biologica e di diffondere le pratiche per condurre una vita in simbiosi con la natura e rispettosa dell’ambiente in cui siamo inseriti.
Quest’anno la manifestazione è stata organizzata in due padiglioni principali: il primo è rivolto al “Benessere” e qui il pubblico potrà visitare numerosi stand riguardanti la salute (prodotti da erboristeria; erbe, piante officinali ed essenze; integratori e salute naturale; prodotti per la prevenzione, la cura, l’igiene e il benessere psicofisico), l’ambiente (prodotti e materiali ecocompatibili; energie rinnovabili) e la cultura (armonia corpo-mente; qualità della vita; rapporto uomo-ambiente; sementi e concimi per l’agricoltura ecocompatibile e macchine; attrezzature ed imballaggi per l’agricoltura ecocompatibile e l’industria alimentare).
Invece il secondo padiglione, intitolato “Buon Vivere“, è interamente dedicato all’alimentazione, per cui i visitatori avranno la possibilità di scoprire e degustare prodotti biologici e di qualità da produzioni integrate e prodotti tipici e regionali.
Queste tre giornate saranno rese ancora più interessanti grazie all’organizzazione di laboratori, di degustazioni e di convegni.

Contemporaneamente a “NaturalMente” si svolgono “Seminat“, ventisettesima mostra mercato delle piante ornamentali ed agrarie, florovivaismo, sementi ed attrezzature per giardinaggio ed orticoltura amatoriali, e “Apimell“, venticinquesima fiera nazionale di apicoltura, dei prodotti e delle attrezzature apistiche.

NaturalMente
7 - 9 Marzo 2008
Piacenza Expo S.S.10 - Località Le Mose - Piacenza
Orario di svolgimento:
Venerdì e Sabato: 09,00 - 18,00
Domenica: 09,00 - 19,00
Ingresso:
biglietto intero € 7,00
biglietto ridotto € 5,00
Come arrivare:
Linee trasporto urbano: Bus n. 9 + Bus navetta dalla stazione FF, il sabato e domenica.
Uscite autostradali: Autostrada A1, Autostrada A21 - Casello di Piacenza sud
Informazioni:
Tel: 0523/602711
Fax: 0523/602702
Sito: http://www.naturalmente.piacenzaexpo.it
E-mail: info@piacenzaexpo.it

di Eleonora Festari

La Mooncup

mooncupEcco il mio ultimo articolo scritto per la redazione Scienze (settore Ambiente) del quotidiano “La Voce d’Italia“.
Era da tempo che rimuginavo sull’idea di scrivere a riguardo della Mooncup, ma non l’avevo ancora fatto finora.
Ora è fatta!
Leggetevi il mio pezzo fresco fresco di pubblicazione! :)

Un prodotto rivoluzionario da utilizzare durante il ciclo mestruale
La Mooncup
Una coppetta in grado di fare del bene alle proprie tasche, all’ambiente ed alla propria salute

Milano, 2 mar. - Beppe Grillo ne ha parlato durante il suo tour “Reset” del 2007 ed è probabilmente da quel momento che la Mooncup ha cominciato a farsi conoscere dalla grande massa della popolazione italiana.

Ma di cosa stiamo parlando? Si tratta di un prodotto rivoluzionario che letteralmente significa “coppa della luna”: la Mooncup, infatti, è una morbida coppetta in silicone anallergico ideata per il ciclo mestruale da usare internamente come un tampone ma che invece di assorbire il flusso, lo raccoglie.
Si tratta di un prodotto innovativo in quanto non è usa e getta come i comuni assorbenti, quindi basta acquistarlo una volta sola per poi essere riutilizzato per molti anni (in media ha una durata di dieci anni). E’ disponibile sia sul sito inglese “Mooncup” che su quello italiano “La bottega della luna“, dove può essere acquistata al costo di ventinove euro. Un costo irrisorio in confronto ai soldi spesi nel corso di una vita per gli assorbenti, tenendo conto che una donna utilizza in media un totale di 11.400 assorbenti nella vita.

Da queste osservazioni si può facilmente capire come la Mooncup rappresenti un articolo vantaggioso per il proprio portafoglio e per la salute dell’ambiente. Gli assorbenti tradizionali, infatti, hanno un pesante impatto sull’ambiente in quanto inquinanti (durante la fase di produzione subiscono un processo di candeggiamento) e smaltibili in ambiente solo dopo circa 500 anni, andando così a ingrandire la già enorme mole di spazzatura che attanaglia il nostro pianeta.
Infine non scordiamo gli indubbi vantaggi per la nostra salute personale. Recenti ricerche hanno dimostrato come gli assorbenti interni contengano due sostanze potenzialmente pericolose: il rayon (per assorbire) e la diossina (un prodotto chimico sbiancante). La coppetta mestruale, al contrario, non contiene candeggina, deodoranti o gel assorbenti. Non interferisce con l’ambiente salutare vaginale dato che essa permette alle membrane della vagina di svolgere le loro essenziali funzioni di pulizia e di protezione; inoltre non è associata alla sindrome da shock tossico (si tratta di una malattia acuta febbrile causata dall’infezione con ceppi di Staphylococcus aureus in grado di produrre la tossina TSS-1). Non produce odori sgradevoli né sgocciolamenti, non causa irritazioni ed è adatta anche alle donne con pelle sensibile, eczema o allergie.

Entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire il funzionamento della Mooncup. A prima vista può sembrare di difficile utilizzo, sporca, scomoda oppure poco igienica. In realtà è molto facile da usare e, se inserita correttamente, ci si dimentica persino della sua esistenza. All’inizio probabilmente sarà necessario impratichirsi un po’ per trovare l’angolazione e la posizione giuste per il proprio corpo, ma dopo qualche prova il suo inserimento diventerà un vero gioco da ragazzi. Durante il ciclo bisogna semplicemente svuotarla, sciacquarla, pulirla e reinserirla ogni 4/8 ore, in base all’intensità proprio flusso. Può essere impiegata senza problemi di notte ed è ottima anche per praticare qualsiasi sport, compresi aerobica e nuoto.

Sono state raccolte le testimonianze di alcune ragazze e donne che già utilizzano questo prodotto e tutte si sono dimostrate molto soddisfatte di questo acquisto. In linea generale le utilizzatrici della Mooncup trovano che essa sia un sistema igienico, ecologico, economico e consapevole di gestire il proprio ciclo mestruale, che permette realmente di non affidarsi più agli assorbenti, guadagnando in libertà.

Eleonora Festari

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