Le Alpi ospitano 600 volontari nudi per un photo shoot ideato da Greenpeace
Agosto 20, 2007 di Eleonora

(foto Greenpeace)
Altro segnale delle disastrose conseguenze che il surriscaldamento globale ha sulla Terra: il progressivo scioglimento del ghiacciaio dell’Aletsch.
Per non far passato inosservato questo fenomeno, Greenpeace ha deciso di fotografare centinaia di volontari nudi sulla ghiacciaio dell’Aletsch in Svizzera.
Gli ambientalisti considerano i ghiacciai come degli indicatori chiave del surriscaldamento globale e i segnali che ci arrivano non sono positivi: i ghiacciai si stanno restringendo rapidamente.
Ecco il reportage del giornalista Imogen Foulkes (BBC News):
Non è facile far stare 600 persone nude perfettamente posizionate sul ghiaccio.
L’artista americano Spencer Tunick, famoso per le sue fotografie che ritraggono gente nuda negli scenari urbani, ha avuto diverse difficoltà.
Il racconto di Tunick: “Se credo che la tua abbronzatura sia eccessiva per questa messa in opera, ti potrei chiedere di non posare.”
Sembra un trucchetto per i media, ma Marcus Allerman, direttore delle campagne di Greenpeace, crede che l’immagine di gente nuda sul più grande ghiaccio d’Europa sia rilevante: “La gente che ha posato sul ghiacciaio, mostra la sua vulnerabilità, è libera da qualsiasi protezione. È ciò che sta accadendo con la nostra natura: è priva di qualsiasi protezione ed è malata, il ghiacciaio è come se stesse sanguinando o sudando. L’anno scorso si è ristretto di 150 metri.”
E infatti persone da tutto il mondo sono venute in Svizzera per partecipare all’evento. Uno di loro era Bill Worthington: “Per fare la differenza non bisogna essere un Bill Gates e lasciare qualche miliardo di dollari dietro, ma basta portare un piccolo impatto sulla propria esistenza per cambiare il modo in cui la gente sta trattando il pianeta.”Il ghiacciaio dell’Aletsch non è solo uno dei posti più belli al mondo. L’acqua proveniente dallo scioglimento del suo ghiaccio riempe i fiumi dell’Europa, irriga le coltivazioni e raffredda le centrali di energia nucleare.
Ma tra 50 anni, gli scienziati dicono che il ghiaccio potrebbe sciogliersi completamente. Non sorprende dunque se Greenpeace e 600 volontari sono stati pronti ad andare a quelle altitudini.
Speriamo che questa nuova irriverente campagna firmata Greenpeace sortisca i risultati sperati, ovvero una maggiore presa di coscienza su questo problema che interessa tutta l’umanità, dalle Americhe fino all’Estremo Oriente, nessuno escluso.

















