Meno carne = meno emissioni di Co2
Settembre 29, 2007 di Eleonora

(Proporzione delle emissioni di gas serra dalle diverse fasi di allevamento del bestiame. Fonte documento Lancet)
Non smetterò mai di sostenere che una delle cose che possiamo fare nell’immediato per diminuire il nostro contributo al surriscaldamento globale è ridurre (e perché no, eliminare del tutto) il consumo di carne.
Questo non solo per ragioni etiche, ma anche ambientali: infatti l’agricoltura mondiale, soprattutto l’allevamento di bestiame, è responsabile di 1/5 delle emissioni di gas serra (come potete vedere nel grafico: zona azzurra -> deforestazione e desertificazione; zona grigia -> concime; zona verde -> fermentazione intestinale dei ruminanti; zona bianca -> fertilizzanti artificiali; zona nera- > uso di combustibile fossile nelle aziende agricole; zona rosa -> altro).
Questo dato ormai evidente è stato oggetto di studio in un documento pubblicato nella rivista medica “The Lancet“che propone agli abitanti delle nazioni sviluppate di limitarsi a mangiare 90 grammi di carne al giorno, di cui solo 50 grammi provenienti dai ruminanti come pecore e bovini.
Attualmente le popolazioni dei Paesi dell’Occidente mangiano, in media, carne in una quantità equivalente al peso del loro stesso corpo.
Al giorno sarebbero 224 grammi.
Nelle nazioni in via di sviluppo la media giornaliera invece è di 47 grammi. Mantenendo i livelli odierni di consumo di carne si contribuirà ad aggravare le minacce poste dai cambiamenti climatici.
Quindi fateci un pensierino sopra: se proprio non vi va di adottare una dieta vegetariana (ma vi assicuro che non è così difficile e drammatico come può sembrare. I vegetariani non si cibano solo di erba!), prendete in considerazione l’idea di mangiare meno carne e di optare per più frutta e verdura. Farete un favore non solo alla vostra salute, ma anche alla Terra.

















